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		<title>Da visitare</title>
		<description><![CDATA[Sito Ufficiale del Comune di Caravino, Notizie, informazioni e strumenti a disposizione del cittadino e del visitatore.]]></description>
		<link>https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura</link>
		<lastBuildDate>Tue, 30 Apr 2024 13:01:56 +0200</lastBuildDate>
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		<language>it-it</language>
		<managingEditor>info@comune.caravino.to.it (Comune di Caravino)</managingEditor>
		<item>
			<title>Castello di Masino</title>
			<link>https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1618-castello-di-masino</link>
			<guid isPermaLink="true">https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1618-castello-di-masino</guid>
			<description><![CDATA[<p>Sulla sommit&agrave; della collina morenica che sovrasta Caravino sorge il Castello di Masino.</p>
<p>Il Castello, che nel corso degli anni non &egrave; stato mai abbandonato, conserva ora intatta tutta la sua storia millenaria.</p>
<p>All'interno della sua Cappella sono conservati i resti mortali di Arduino, marchese d'Ivrea e primo Re d'Italia.</p>
<p>Vi sono stati ospiti personaggi illustri, come nel 1578 S. Carlo Borromeo, nel 1711 Anna Maria d'Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II&deg; di Savoia e poi ancora Vittorio Alfieri, Massimo d'Azeglio e Gioacchino Rossini.</p>
<p>Il Castello &egrave; circondato da un parco all'inglese di circa 20 ettari, da un piccolo giardino all'italiana e da 18 ettari di boschi.</p>
<p>L'attivit&agrave; del F.A.I. (Fondo per l'Ambiente Italiano) nell'area del Castello di Masino ha incrementato enormemente l'afflusso turistico nel Comune</p>
<p>Il Castello, residenza per dieci secoli dei conti Valperga, &egrave; stato acquistato nel 1988 dal F.A.I. Fondo per l'Ambiente Italiano , che lo ha aperto al pubblico; circondato originariamente da mura e torri, &egrave; immerso in un monumentale parco romantico che domina la pianura del Canavese. Gli interni, con i saloni affrescati e riccamente arredati tra Seicento e Settecento, gli appartamenti di Madama Reale, le camere per gli ambasciatori e gli appartati salotti, sono documento delle vicende di una famiglia che fu protagonista della storia piemontese e italiana. Nel vicino Palazzo delle Carrozze, recentemente ristrutturato, si pu&ograve; ammirare la ricca collezione di carrozze del XVIII e XIX secolo.</p>
<p>Come il castello anche il parco sub&igrave; numerosi mutamenti durante i secoli. Nel XVIII secolo i giardini che a sud-est e a ovest circondavano il castello erano concepiti secondo uno schema geometrico classico che univa i modelli rinascimentali del giardino all'italiana agli abbellimenti decorativi di quello alla francese. L'attuale configurazione deriva dalla sistemazione all'inglese risalente alla prima met&agrave; dell'Ottocento, che port&ograve; alla realizzazione della "strada dei 22 giri" che scende, in mezzo ai boschi, in direzione di Strambino, sino alla "Casa Svizzera", portineria del Castello di Masino ai piedi della collina. La strada percorre il corno pi&ugrave; lungo della "collina della capra", passa a pochi metri dalla Chiesa di San Giacomo in Carpeneto. La strada venne costruits, per ordine della contessa Eufrasia, nel 1830.</p>
<p>L'abitazione dei custodi, ricostruita nel 1841 in stile valdostano (di qui il nome di "casa svizzera") con il tetto di lose che sopravanza per coprire il balcone in legno, &egrave; recintata da una bella cancellata di ferro battuto, con il monogramma dei Valperga di Masino.</p>
<p>Il castello, che nel corso degli anni non &egrave; stato mai abbandonato,conserva ancora intatta tutta la sua storia millenaria.</p>
<p>All'interno della sua Cappella sono conservati i resti mortali di Arduino, marchese di Ivrea e primo Re d'Italia.</p>
<p>Vi sono stati ospiti personaggi illusti, come nel 1578 S. Carlo Borromeo, nel 1711 Anna Maria d'Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II di Savoia; e poi ancora Vittorio Alfieri, Massimo d'Azeglio, Giacchino Rossigni.</p>
<p>Masino &egrave; stato denominato il "balcone del Canavese", grazie alla eccezionale vista che si pu&ograve; godere dalle terrazze</p>]]></description>
			<author>giorgia.caserio@gmail.com (Amministratore)</author>
			<category>Da visitare</category>
			<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 20:37:27 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Cascina Gravellino</title>
			<link>https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1617-cascina-gravellino</link>
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			<description><![CDATA[<p>Di notevole pregio, ma di propriet&agrave; privata della famiglia Valperga, &egrave; la Cascina Gravellino, posta tra la roggia Bianca, la strada Tina-Vestigne' e la Caravino-Strambino.</p>
<p>Denominata, impropriamente, della Marana, nel 1808, durante il periodo napoleonico, la sua vera denominazine era Grivalino, oggi Grivellino.</p>
<p>La cascina costituiva una importante frazione, verso il 1830 vi vivevano e lavoravano circa duecentocinquanta persone.</p>
<p>L'et&agrave; originaria della cascina si rileva dalla datazione pi&ugrave; antica incisa sulla macina di pietra per il grano "1306", lungo il muro esternoi della Casina, prospiciente la Via Morsola viene riportata la datra "1765", mentre sulla facciata della manica nord, la data "1832", risale, presumibilmente, agli interventi edilizi pi&ugrave; recenti.</p>
<p>Da sempre di propriet&agrave; della Famiglia Valperga di Masin, una piccola parte della Cascina, il molino della "Roggia Bianca", oggi &egrave; in possesso del Demanio e risulta usato a falegnameria.</p>
<p>La cascina, a pianta quadrangolare, con lato pi&ugrave; lungo pari a circa 70 metri, ha edifici posto lungo il perimetro; quelli di maggiore importanza sono quelli a lato Nord ed Est, ma il fabbricato di maggiore rilievo risulta il portale denominato "Colombaia", torre di tre piani fuori terra, impreziosita sul prospetto principale, dallo stemma della Casa Valperga di Masino, con ai lati due meridiane.</p>
<p>La cascina conserva al suo interno elementi tipologici importanti della vita contadina.</p>]]></description>
			<author>giorgia.caserio@gmail.com (Amministratore)</author>
			<category>Da visitare</category>
			<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 20:37:03 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Chiesa di San Giacomo in Carpeneto</title>
			<link>https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1616-chiesa-di-san-giacomo-in-carpeneto</link>
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			<description><![CDATA[<p>La chesetta in mezzo ai boschi, nel regno del carpine, a circa mille metri da Caravino, quasi al confine con il territorio di Vestign&egrave;, domina l'antica via Ivrea-Villareggia e la sottostante pianura verso la Dora.</p>
<p>La chiesa di San Giacomo in Carpeneto dipendeva, nel medioevo, da Santa Maria Maggiore della Cella Benedettina di Vestigne', a sua volta emanazione della celebre Abbazia di Fruttuaria, fatta costruire da Re Arduino. Nel testo di C. BOGGIO "Le chiese del canadese d'interesse architettonico e archeologico.", relativamente a San Giacomo in Carpeneto, si cita testualmente: "La sua costruzione muraria, le finestrelle arcuate accennano a quelle costruzioni di stile lombardo che si eseguivano nei primi secoli del medioevo".</p>
<p>Si ritiene che, per la sua importanza e posizione geografica, la chiesa di San Giacomo in Carpeneto fosse un luogo di sosta, di ristoro e di preghiera, osto sulla via dei grandi pellegrinaggi medioevali diretti a Santiago de Compostela, nella Penisola Iberica.</p>
<p>La chiesa possiede l'affresco pi&ugrave; importante di Caravino. Si tratta di uno degli ultimilavori eseguiti da Giacomino da Ivrea nel 1465.</p>
<p>Il dipinto (cm 140x145) rappresenta San Giacomo nell'atto di presentare l'Henriello alla Madonna seduta su un trono, con il bambino in braccio.</p>
<p>Oggi la chiesa, pur essendo in discreto stato di conservazione, &egrave; chiusa al culto.</p>]]></description>
			<author>giorgia.caserio@gmail.com (Amministratore)</author>
			<category>Da visitare</category>
			<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 20:36:36 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Parrocchiale di San Solutore</title>
			<link>https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1615-parrocchiale-di-san-solutore</link>
			<guid isPermaLink="true">https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1615-parrocchiale-di-san-solutore</guid>
			<description><![CDATA[<p>Non &egrave; possibile stabilire la data di costruzione della chiesa dedicata ad un martire della legione Tebea. Documenti certi registrano visite pastorali alla chiesa alla fine del '500.</p>]]></description>
			<author>giorgia.caserio@gmail.com (Amministratore)</author>
			<category>Da visitare</category>
			<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 20:36:10 +0200</pubDate>
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