<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<!-- generator="Joomla! - Open Source Content Management" -->
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom"  xml:lang="it-it">
	<title type="text">Da visitare</title>
	<subtitle type="text">Sito Ufficiale del Comune di Caravino, Notizie, informazioni e strumenti a disposizione del cittadino e del visitatore.</subtitle>
	<link rel="alternate" type="text/html" href="https://comune.caravino.to.it"/>
	<id>https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura</id>
	<updated>2024-04-30T13:01:56+02:00</updated>
	<author>
		<name>Comune di Caravino</name>
		<email>info@comune.caravino.to.it</email>
	</author>
	<generator uri="https://www.joomla.org">Joomla! - Open Source Content Management</generator>
	<link rel="self" type="application/atom+xml" href="https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura?format=feed&amp;type=atom"/>
	<entry>
		<title>Castello di Masino</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1618-castello-di-masino"/>
		<published>2019-04-08T20:37:27+02:00</published>
		<updated>2019-04-08T20:37:27+02:00</updated>
		<id>https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1618-castello-di-masino</id>
		<author>
			<name>Amministratore</name>
			<email>giorgia.caserio@gmail.com</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;Sulla sommit&amp;agrave; della collina morenica che sovrasta Caravino sorge il Castello di Masino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Castello, che nel corso degli anni non &amp;egrave; stato mai abbandonato, conserva ora intatta tutta la sua storia millenaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'interno della sua Cappella sono conservati i resti mortali di Arduino, marchese d'Ivrea e primo Re d'Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi sono stati ospiti personaggi illustri, come nel 1578 S. Carlo Borromeo, nel 1711 Anna Maria d'Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II&amp;deg; di Savoia e poi ancora Vittorio Alfieri, Massimo d'Azeglio e Gioacchino Rossini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Castello &amp;egrave; circondato da un parco all'inglese di circa 20 ettari, da un piccolo giardino all'italiana e da 18 ettari di boschi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'attivit&amp;agrave; del F.A.I. (Fondo per l'Ambiente Italiano) nell'area del Castello di Masino ha incrementato enormemente l'afflusso turistico nel Comune&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Castello, residenza per dieci secoli dei conti Valperga, &amp;egrave; stato acquistato nel 1988 dal F.A.I. Fondo per l'Ambiente Italiano , che lo ha aperto al pubblico; circondato originariamente da mura e torri, &amp;egrave; immerso in un monumentale parco romantico che domina la pianura del Canavese. Gli interni, con i saloni affrescati e riccamente arredati tra Seicento e Settecento, gli appartamenti di Madama Reale, le camere per gli ambasciatori e gli appartati salotti, sono documento delle vicende di una famiglia che fu protagonista della storia piemontese e italiana. Nel vicino Palazzo delle Carrozze, recentemente ristrutturato, si pu&amp;ograve; ammirare la ricca collezione di carrozze del XVIII e XIX secolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come il castello anche il parco sub&amp;igrave; numerosi mutamenti durante i secoli. Nel XVIII secolo i giardini che a sud-est e a ovest circondavano il castello erano concepiti secondo uno schema geometrico classico che univa i modelli rinascimentali del giardino all'italiana agli abbellimenti decorativi di quello alla francese. L'attuale configurazione deriva dalla sistemazione all'inglese risalente alla prima met&amp;agrave; dell'Ottocento, che port&amp;ograve; alla realizzazione della &quot;strada dei 22 giri&quot; che scende, in mezzo ai boschi, in direzione di Strambino, sino alla &quot;Casa Svizzera&quot;, portineria del Castello di Masino ai piedi della collina. La strada percorre il corno pi&amp;ugrave; lungo della &quot;collina della capra&quot;, passa a pochi metri dalla Chiesa di San Giacomo in Carpeneto. La strada venne costruits, per ordine della contessa Eufrasia, nel 1830.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'abitazione dei custodi, ricostruita nel 1841 in stile valdostano (di qui il nome di &quot;casa svizzera&quot;) con il tetto di lose che sopravanza per coprire il balcone in legno, &amp;egrave; recintata da una bella cancellata di ferro battuto, con il monogramma dei Valperga di Masino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il castello, che nel corso degli anni non &amp;egrave; stato mai abbandonato,conserva ancora intatta tutta la sua storia millenaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'interno della sua Cappella sono conservati i resti mortali di Arduino, marchese di Ivrea e primo Re d'Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi sono stati ospiti personaggi illusti, come nel 1578 S. Carlo Borromeo, nel 1711 Anna Maria d'Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II di Savoia; e poi ancora Vittorio Alfieri, Massimo d'Azeglio, Giacchino Rossigni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Masino &amp;egrave; stato denominato il &quot;balcone del Canavese&quot;, grazie alla eccezionale vista che si pu&amp;ograve; godere dalle terrazze&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;Sulla sommit&amp;agrave; della collina morenica che sovrasta Caravino sorge il Castello di Masino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Castello, che nel corso degli anni non &amp;egrave; stato mai abbandonato, conserva ora intatta tutta la sua storia millenaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'interno della sua Cappella sono conservati i resti mortali di Arduino, marchese d'Ivrea e primo Re d'Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi sono stati ospiti personaggi illustri, come nel 1578 S. Carlo Borromeo, nel 1711 Anna Maria d'Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II&amp;deg; di Savoia e poi ancora Vittorio Alfieri, Massimo d'Azeglio e Gioacchino Rossini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Castello &amp;egrave; circondato da un parco all'inglese di circa 20 ettari, da un piccolo giardino all'italiana e da 18 ettari di boschi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'attivit&amp;agrave; del F.A.I. (Fondo per l'Ambiente Italiano) nell'area del Castello di Masino ha incrementato enormemente l'afflusso turistico nel Comune&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Castello, residenza per dieci secoli dei conti Valperga, &amp;egrave; stato acquistato nel 1988 dal F.A.I. Fondo per l'Ambiente Italiano , che lo ha aperto al pubblico; circondato originariamente da mura e torri, &amp;egrave; immerso in un monumentale parco romantico che domina la pianura del Canavese. Gli interni, con i saloni affrescati e riccamente arredati tra Seicento e Settecento, gli appartamenti di Madama Reale, le camere per gli ambasciatori e gli appartati salotti, sono documento delle vicende di una famiglia che fu protagonista della storia piemontese e italiana. Nel vicino Palazzo delle Carrozze, recentemente ristrutturato, si pu&amp;ograve; ammirare la ricca collezione di carrozze del XVIII e XIX secolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come il castello anche il parco sub&amp;igrave; numerosi mutamenti durante i secoli. Nel XVIII secolo i giardini che a sud-est e a ovest circondavano il castello erano concepiti secondo uno schema geometrico classico che univa i modelli rinascimentali del giardino all'italiana agli abbellimenti decorativi di quello alla francese. L'attuale configurazione deriva dalla sistemazione all'inglese risalente alla prima met&amp;agrave; dell'Ottocento, che port&amp;ograve; alla realizzazione della &quot;strada dei 22 giri&quot; che scende, in mezzo ai boschi, in direzione di Strambino, sino alla &quot;Casa Svizzera&quot;, portineria del Castello di Masino ai piedi della collina. La strada percorre il corno pi&amp;ugrave; lungo della &quot;collina della capra&quot;, passa a pochi metri dalla Chiesa di San Giacomo in Carpeneto. La strada venne costruits, per ordine della contessa Eufrasia, nel 1830.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'abitazione dei custodi, ricostruita nel 1841 in stile valdostano (di qui il nome di &quot;casa svizzera&quot;) con il tetto di lose che sopravanza per coprire il balcone in legno, &amp;egrave; recintata da una bella cancellata di ferro battuto, con il monogramma dei Valperga di Masino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il castello, che nel corso degli anni non &amp;egrave; stato mai abbandonato,conserva ancora intatta tutta la sua storia millenaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'interno della sua Cappella sono conservati i resti mortali di Arduino, marchese di Ivrea e primo Re d'Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi sono stati ospiti personaggi illusti, come nel 1578 S. Carlo Borromeo, nel 1711 Anna Maria d'Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II di Savoia; e poi ancora Vittorio Alfieri, Massimo d'Azeglio, Giacchino Rossigni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Masino &amp;egrave; stato denominato il &quot;balcone del Canavese&quot;, grazie alla eccezionale vista che si pu&amp;ograve; godere dalle terrazze&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Da visitare" />
	</entry>
	<entry>
		<title>Cascina Gravellino</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1617-cascina-gravellino"/>
		<published>2019-04-08T20:37:03+02:00</published>
		<updated>2019-04-08T20:37:03+02:00</updated>
		<id>https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1617-cascina-gravellino</id>
		<author>
			<name>Amministratore</name>
			<email>giorgia.caserio@gmail.com</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;Di notevole pregio, ma di propriet&amp;agrave; privata della famiglia Valperga, &amp;egrave; la Cascina Gravellino, posta tra la roggia Bianca, la strada Tina-Vestigne' e la Caravino-Strambino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Denominata, impropriamente, della Marana, nel 1808, durante il periodo napoleonico, la sua vera denominazine era Grivalino, oggi Grivellino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cascina costituiva una importante frazione, verso il 1830 vi vivevano e lavoravano circa duecentocinquanta persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'et&amp;agrave; originaria della cascina si rileva dalla datazione pi&amp;ugrave; antica incisa sulla macina di pietra per il grano &quot;1306&quot;, lungo il muro esternoi della Casina, prospiciente la Via Morsola viene riportata la datra &quot;1765&quot;, mentre sulla facciata della manica nord, la data &quot;1832&quot;, risale, presumibilmente, agli interventi edilizi pi&amp;ugrave; recenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre di propriet&amp;agrave; della Famiglia Valperga di Masin, una piccola parte della Cascina, il molino della &quot;Roggia Bianca&quot;, oggi &amp;egrave; in possesso del Demanio e risulta usato a falegnameria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cascina, a pianta quadrangolare, con lato pi&amp;ugrave; lungo pari a circa 70 metri, ha edifici posto lungo il perimetro; quelli di maggiore importanza sono quelli a lato Nord ed Est, ma il fabbricato di maggiore rilievo risulta il portale denominato &quot;Colombaia&quot;, torre di tre piani fuori terra, impreziosita sul prospetto principale, dallo stemma della Casa Valperga di Masino, con ai lati due meridiane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cascina conserva al suo interno elementi tipologici importanti della vita contadina.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;Di notevole pregio, ma di propriet&amp;agrave; privata della famiglia Valperga, &amp;egrave; la Cascina Gravellino, posta tra la roggia Bianca, la strada Tina-Vestigne' e la Caravino-Strambino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Denominata, impropriamente, della Marana, nel 1808, durante il periodo napoleonico, la sua vera denominazine era Grivalino, oggi Grivellino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cascina costituiva una importante frazione, verso il 1830 vi vivevano e lavoravano circa duecentocinquanta persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'et&amp;agrave; originaria della cascina si rileva dalla datazione pi&amp;ugrave; antica incisa sulla macina di pietra per il grano &quot;1306&quot;, lungo il muro esternoi della Casina, prospiciente la Via Morsola viene riportata la datra &quot;1765&quot;, mentre sulla facciata della manica nord, la data &quot;1832&quot;, risale, presumibilmente, agli interventi edilizi pi&amp;ugrave; recenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre di propriet&amp;agrave; della Famiglia Valperga di Masin, una piccola parte della Cascina, il molino della &quot;Roggia Bianca&quot;, oggi &amp;egrave; in possesso del Demanio e risulta usato a falegnameria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cascina, a pianta quadrangolare, con lato pi&amp;ugrave; lungo pari a circa 70 metri, ha edifici posto lungo il perimetro; quelli di maggiore importanza sono quelli a lato Nord ed Est, ma il fabbricato di maggiore rilievo risulta il portale denominato &quot;Colombaia&quot;, torre di tre piani fuori terra, impreziosita sul prospetto principale, dallo stemma della Casa Valperga di Masino, con ai lati due meridiane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cascina conserva al suo interno elementi tipologici importanti della vita contadina.&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Da visitare" />
	</entry>
	<entry>
		<title>Chiesa di San Giacomo in Carpeneto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1616-chiesa-di-san-giacomo-in-carpeneto"/>
		<published>2019-04-08T20:36:36+02:00</published>
		<updated>2019-04-08T20:36:36+02:00</updated>
		<id>https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1616-chiesa-di-san-giacomo-in-carpeneto</id>
		<author>
			<name>Amministratore</name>
			<email>giorgia.caserio@gmail.com</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;La chesetta in mezzo ai boschi, nel regno del carpine, a circa mille metri da Caravino, quasi al confine con il territorio di Vestign&amp;egrave;, domina l'antica via Ivrea-Villareggia e la sottostante pianura verso la Dora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La chiesa di San Giacomo in Carpeneto dipendeva, nel medioevo, da Santa Maria Maggiore della Cella Benedettina di Vestigne', a sua volta emanazione della celebre Abbazia di Fruttuaria, fatta costruire da Re Arduino. Nel testo di C. BOGGIO &quot;Le chiese del canadese d'interesse architettonico e archeologico.&quot;, relativamente a San Giacomo in Carpeneto, si cita testualmente: &quot;La sua costruzione muraria, le finestrelle arcuate accennano a quelle costruzioni di stile lombardo che si eseguivano nei primi secoli del medioevo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si ritiene che, per la sua importanza e posizione geografica, la chiesa di San Giacomo in Carpeneto fosse un luogo di sosta, di ristoro e di preghiera, osto sulla via dei grandi pellegrinaggi medioevali diretti a Santiago de Compostela, nella Penisola Iberica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La chiesa possiede l'affresco pi&amp;ugrave; importante di Caravino. Si tratta di uno degli ultimilavori eseguiti da Giacomino da Ivrea nel 1465.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dipinto (cm 140x145) rappresenta San Giacomo nell'atto di presentare l'Henriello alla Madonna seduta su un trono, con il bambino in braccio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi la chiesa, pur essendo in discreto stato di conservazione, &amp;egrave; chiusa al culto.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;La chesetta in mezzo ai boschi, nel regno del carpine, a circa mille metri da Caravino, quasi al confine con il territorio di Vestign&amp;egrave;, domina l'antica via Ivrea-Villareggia e la sottostante pianura verso la Dora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La chiesa di San Giacomo in Carpeneto dipendeva, nel medioevo, da Santa Maria Maggiore della Cella Benedettina di Vestigne', a sua volta emanazione della celebre Abbazia di Fruttuaria, fatta costruire da Re Arduino. Nel testo di C. BOGGIO &quot;Le chiese del canadese d'interesse architettonico e archeologico.&quot;, relativamente a San Giacomo in Carpeneto, si cita testualmente: &quot;La sua costruzione muraria, le finestrelle arcuate accennano a quelle costruzioni di stile lombardo che si eseguivano nei primi secoli del medioevo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si ritiene che, per la sua importanza e posizione geografica, la chiesa di San Giacomo in Carpeneto fosse un luogo di sosta, di ristoro e di preghiera, osto sulla via dei grandi pellegrinaggi medioevali diretti a Santiago de Compostela, nella Penisola Iberica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La chiesa possiede l'affresco pi&amp;ugrave; importante di Caravino. Si tratta di uno degli ultimilavori eseguiti da Giacomino da Ivrea nel 1465.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dipinto (cm 140x145) rappresenta San Giacomo nell'atto di presentare l'Henriello alla Madonna seduta su un trono, con il bambino in braccio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi la chiesa, pur essendo in discreto stato di conservazione, &amp;egrave; chiusa al culto.&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Da visitare" />
	</entry>
	<entry>
		<title>Parrocchiale di San Solutore</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1615-parrocchiale-di-san-solutore"/>
		<published>2019-04-08T20:36:10+02:00</published>
		<updated>2019-04-08T20:36:10+02:00</updated>
		<id>https://comune.caravino.to.it/storia-e-cultura/1615-parrocchiale-di-san-solutore</id>
		<author>
			<name>Amministratore</name>
			<email>giorgia.caserio@gmail.com</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;Non &amp;egrave; possibile stabilire la data di costruzione della chiesa dedicata ad un martire della legione Tebea. Documenti certi registrano visite pastorali alla chiesa alla fine del '500.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;Non &amp;egrave; possibile stabilire la data di costruzione della chiesa dedicata ad un martire della legione Tebea. Documenti certi registrano visite pastorali alla chiesa alla fine del '500.&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Da visitare" />
	</entry>
</feed>
